Neverborns

Neverborns

Title: Neverborns Author: Milla Kazimir Dimensions: 40×30 cm (15.75×11.8in) Landscape orientation Technique: Acrylic, glossy medium and varnish, and tempera on canvas and wood Date: January/February 2012 International Economic Crisis burn lifes throughout the Globe. Per capita debt is over 30.000 … Continue reading

Femicide N°1

Femicide_N1-20x30cm

Titolo: Femicide N°1

Autrice: Milla Kazimir

Dimensioni: verticale 20×30 cm

Tecnica: acrilico, medium e vernice lucida, tempera su tela e tavola

Data di realizzazione: gennaio/febbraio 2012

 Soggetto e interpretazione

Donna scuoiata su sfondo rosso e ombra di uomo stilizzato che sta per afferrarla.

La figura femminile è priva dei segni di femminilità esterni: pelle, che tanto ci accaniamo a coprire di creme; trucco e rossetto, con cui esaltiamo la bellezza esterna; capelli, strapazzati dalle tinture e dalle messe in piega, per avere un’immagine accettabile; seni e apparato genitale, escavati, vuoti e secchi, contro l’idea generale che li vuole pieni, sia di latte, di sangue o di altri liquidi; i rivoli rossi di sangue fresco e il giallo della carne in putrefazione sono il simbolo dell’inutilità della femmina se le manca tutto quello appena descritto.

Femicide_N1_detail-womanhead

L’ombra dell’uomo stilizzato sogghigna e mostra la sua arma fisica, sta per acchiappare la figura femminile. La figura è stilizzata a indicare il suo rappresentare tutti i maschi violenti, manifesti o meno. Appare collegato alla femmina con sottili fili neri: l’interdipendenza è sempre presente, anche, e a volte soprattutto, nei momenti di violenza. Ma forse vuole rappresentare maggiormente la superiorità del carnefice, spesso perdonato dalla femmina, fino all’atto risolutivo.

Lo sfondo è rosso, il colore del sangue che versiamo lottando ogni giorno contro discriminazioni di diverso tipo, economiche, culturali, o semplicemente “perché siamo nate così”.

Femicide_N1_detail-manhead&hand

Ulteriore interpretazione

La crudezza della scena non ha lo scopo di spaventare, inquietare o nauseare lo spettatore. Queste potrebbero essere reazioni momentanee, prima di arrivare a quella vera: lo scuotimento, il risveglio dalla rassegnazione e dalla disperazione, come trovarsi di fronte al proprio toccare il fondo. Quello scuotimento necessario a prendere coraggio e dire di non volersi più sentire come la femmina del dipinto, a denunciare o a scappare e chiedere aiuto. È il momento dell’annullamento della dignità per riconoscerla e recuperarla.
Per chi si sente meno coinvolto dal tema della violenza sulle donne, vuole essere l’occasione per far prendere consapevolezza dei sentimenti che si possono provare in determinate condizioni.

Ispirazioni artistiche

Il trattamento del soggetto femminile e i filamenti neri sono stati ripresi dallo stile di Francis Bacon (vedere sotto); per la figura maschile non esiste una vera e propria ispirazione se non quella dei fumetti e dei cartoon, con un lieve rimando al giudice Morton di “Chi ha incastrato Roger Rabbit”. Gli occhi della figura femminile invece si ispirano a una scena tratta dal film “L’esorcismo di Emily Rose”.

Femicide_N1_detail-womanhand

ENGLISH

Title: Femicide N°1
Author: Milla Kazimir
Dimensions: 20×30 cm (7.8×11.8in) Portrait orientation
Technique: Acrylic, glossy medium and varnish, and tempera on canvas and wood
Date: January/February 2012

Subject and interpretation

Flayed woman on red background and shadow of a stylized man who’s going to grasp her. The woman figure was deprived of her external female signs: the skin, with persistence over-covered by lotions and creams; make-up and lipstick, which improve the external beauty; hairs, badly treated through dies and sets, in order to get an acceptable appearance; breasts and genital organs, excaveted, empty and dried, against the broad idea which wants them full, whether of milk, blood or other fluids; fresh blood red rivulets and rot yellow flesh are symbols of female lack of utility, if she misses all the above described things.
The stylized man’s shadow is sneering and showing his physical weapon; he’s going to hold the female figure. The man is stylized to show that it represents all hidden or evident violent men. He appears to be linked to the woman through thin black filaments: interdependence is always present, also, and sometimes above all, in violent circumstances. Perhaps, though, it shows more likely the torturer predominance, often forgiven by the woman, until the ultimate act.
Background is in red color, like blood we pour fighting every single day against any discrimination types, from economical to cultural, or simply because “we were born that way”.

Femicide_N1-detail1

One more interpretation

The roughness of the scene was not thought to stimulate fear, disappointing or sick into the viewer. These emotions could be temporary reactions, before reaching the actual primary emotion: to be shaken inside, to feel the awakening from resignation and desperation, as when one hits the bottom. It’s the same shakening needed to take heart and say not want to be like that painted woman any more, to denounce or escape and ask for help. It’s time to annihilate each one’s dignity, to recognize it and recover it.
To those less involved by this theme of violence against women, this painting would be an opportunity to take awareness of feelings which could be experienced in certain conditions.

Artistic inspirations

The female figure treatment and the black filaments recall Francis Bacon style; for the male figure I hadn’t a particular source of inspiration, except from comics and cartoons, with a light reference to Morton judge from “Who Framed Roger Rabbit”. The female eyes, instead, were inspired by a scene from “The Exorcism of Emily Rose” movie.

Bacon Francis, Three Studies for a Crucifixion, right panel; oil and sand on canvas, 198.2x144.8cm; 1962, NY S. R. Guggenheim MuseumFrancis Bacon, Three Studies for a Crucifixion, 1962. Scanned image from Francis Bacon Skira Mini Art Book

Non una di più

25 novembre: giornata di mobilitazione internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne.
A Pisa l’Associazione Casa della Donna organizza una manifestazione in Piazza Garibaldi e sul Ponte di Mezzo con la lettura del bollettino di guerra: su un tappeto rosso vengono nominate alcune donne uccise, il tipo di morte che hanno dovuto subire e per mano di quale uomo, un conoscente, un fidanzato o un marito. Per ogni nome viene accesa una lanterna, lasciata poi salire al cielo, come a inviare loro un pensiero di calore e affetto e soprattutto tanta vicinanza. Perché ogni donna che ci lascia è una parte di tutte noi.
November 25th: International Day for the Elimination of Violence against Women.
The Association “Casa della Donna” (Shelter/Housing for Women) organized a demonstration in Piazza Garibaldi and Ponte di Mezzo (Pisa, Italy) which consisted in reading the names of several women, killed by an acquaintance, a boyfriend or a husband, on a red carpet along with details about their murder circumstances. For each name was released a lantern flying up into the sky, as carrying our thoughts to hug virtually them and demonstrate that every killed woman is a piece of our hearth.

Donne come noi, come la nostra madre o la nostra sorella / Women like us, as mothers or sisters
(Nella foto sopra, da sinistra Monica Biasci)

   

Leggendo il bollettino di guerra / Reading the list of women victims of gender violence
(Nelle foto sopra legge Laura Rossi)

Piazza Garibaldi allestita per la manifestazione / Banner in Piazza Garibaldi saying: No more violence against women

  

E i pensieri di fuoco con cui vogliamo abbracciarle tutte / Thoughts like flames, to reach their souls

(Nella foto sopra: a sinistra la presidentessa Paola Bora, al centro la coordinatrice Giovanna Zitiello, entrambe del centro antiviolenza della Casa della Donna di Pisa)

Anche il sindaco di Pisa era con noi / The mayor of Pisa

Associazione Casa della Donna

Immagini JPEG ridotte 800×531

Testo e immagini di Milla Kazimir (Marila Tosi) www.marymillaft.com